Vista sul Tevere (di Rosario Vitale)
Avvicinandoci al primo anniversario dell’elezione di papa Leone XIV (8 maggio), siamo a sottolineare quali e quanti interventi canonistici il Supremo Legislatore abbia avuto modo di apportare pur in questo primo anno costellato di ben altri carichi e denso di preoccupazioni pastorali legate ai molteplici conflitti presenti nel mondo. Per questo ci sentiamo molto vicini al Santo Padre, al quale rinnoviamo la nostra vicinanza spirituale e umana.
Seppur pochi, gli interventi di papa Leone hanno interessato le finanze, in particolare l’APSA e lo IOR, il Vicariato di Roma e la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano – tre ambiti di intervento che sembrano sottotono, ma carichi di significato oltre che chirurgici ad un occhio attento e che sa di che cosa stiamo parlando. Vediamo nel dettaglio.
Disposizioni finanziarie
Il primo intervento è la lettera apostolica in forma di Motu Proprio Coniuncta Cura, QUI sulle attività di investimento finanziario della Santa Sede. Il documento «abroga la riserva di esclusività dell’Istituto per le Opere di Religione, il Supremo Legislatore conferisce così nuova armonia tra le disposizioni normative previste dalla Costituzione Apostolica di riforma della Curia romana e l’effettiva messa in pratica di tali disposizioni nel governo della Chiesa universale, al servizio del Vangelo. Riabilita a pieno il disposto dell’art. 219 in tutte le sue parti e ristabilisce – per lo IOR – la funzione strumentale per l’esecuzione delle attività finanziarie, discernendola dalla più generale amministrazione e strategia finanziaria.
Il richiamo fondamentale è alla corresponsabilità, principio fondante e fondamentale della Praedicate Evangelium. In essa, infatti è inserito tra i principi e criteri del servizio della Curia Romana alla Chiesa, specificando che si rivolge ad una sana decentralizzazione (cfr. art. 27) che lascia ai Pastori la facoltà di poter discernere e decidere le questioni che meglio conoscono e che tuttavia non intacchino l’unitarietà della Dottrina, di disciplina e della comunione della Chiesa» [1].
Il settore centro della Diocesi di Roma
Con il Motu Proprio Immota Manet, il Legislatore ha stabilito che le cinque Prefetture, dalla I alla V, ritornino a far parte di un unico Settore Centro, che dunque si aggiunge nuovamente agli altri quattro Settori della Diocesi di Roma. Era stato difatti Papa Francesco con il m.p. “La vera bellezza” ad abolire il settore centro della Diocesi di Roma.
La Pontificia Commissione per lo S.C.V.
Con un Motu Proprio, Papa Leone XIV ha abrogato l’articolo 8 n.1 della precedente Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, che prevedeva la possibilità che solo porporati potessero svolgere l’incarico di presidente della Commissione, attualmente ricoperto da suor Raffaella Petrini. Avevamo spiegato con un articolo proprio questo punto QUI e quindi non ci pare doveroso tornare sul tema. Tuttavia, finalmente, con questo intervento si mette la parola fine ad ogni possibile stortura e imprecisione.
Il Regolamento della Curia Romana e del personale
Infine, in data 23 novembre 2025, Papa Leone ha pubblicato il nuovo Regolamento della Curia Romana e quello del Personale della stessa QUI e QUI. Il nuovo Regolamento sostituisce quello approvato da San Giovanni Paolo II il 15 aprile 1999 ed entrato in vigore il 1° luglio dello stesso anno. Si tratta di documenti che riguardano principalmente le procedure e la gestione delle risorse umane della macchina amministrativa vaticana. Approvati ad experimentum per cinque anni e pubblicati su L’Osservatore Romano, i due testi sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026, completando l’attuazione normativa della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium.
In conclusione
Volendo mettere a confronto il primo anno di pontificato di Papa Leone XIV con quello del suo predecessore, entrambi si sono occupati di finanze, di gestione economica e della materia penale. Papa Leone, seppur cum grano salis, ha iniziato la sua opera di ridimensionamento e assestamento di tutto l’assetto canonistico, soprattutto dopo la grande riforma di papa Francesco, che ha visto cambiare il funzionamento di buona parte della Santa Sede e del diritto della Chiesa.
Lo ha fatto puranche con due nomine importanti e strategiche, quella del Prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi, Mons. Iannone – che è andato ad occupare l’ufficio di Prefetto del Dicastero per i Vescovi, occupato prima dal Cardinale Prevost –, e quella di Mons. Randazzo quale prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi, due canonisti in due uffici strategici. Da un Papa canonista ci si aspetta molto, anche se la storia ci insegna che le più grandi riforme sono state attuate da papi che non lo erano. A parere di chi scrive, in questo momento non abbiamo bisogno di grandi rinnovamenti, ma piuttosto di una sana opera di “normalizzazione legislativa”.
Note
[1] Cfr. C. LANNI, “Coniuncta Cura”, Leone XIV riforma l’attività finanziaria della Sede Apostolica, in Vox Canonica, 15 ottobre 2025.
“Cum caritate animato et iustitia ordinato, ius vivit”
(San Giovanni Paolo II)
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