Acta pontificia: ad communem cognitionem utilia

Quando si parla di “Magistero Pontificio” si fa riferimento all’insegnamento della Chiesa, attraverso le parole del Romano Pontefice, chiamato dal Collegio dei Cardinali ad essere, qui in terra, il Vicario di Cristo e il Pastore della Chiesa universale (can. 331). Tutto il popolo di Dio è chiamato a conoscere, custodire e diffondere il depositum fidei, affidato da Cristo stesso, alla sua Chiesa (can. 747), che ha il dovere e diritto nativo di predicare il Vangelo a tutte le genti, secondo il precetto che riceviamo in Mc 16, 15. Attraverso il Magistero, quindi, la Chiesa ordina e vigila affinché il popolo di Dio rimanga nella verità (CCC 890), tramite le diverse forme di insegnamento e di definizione. Tutti i documenti pontifici sono raccolti nella gazzetta ufficiale della Santa Sede (cfr can. 8) degli Acta Apostolicae Sedis, il cui primo volume si apriva con la Costituzione Apostolica Promulgandi del Papa San Pio X (29 settembre 1908), dove veniva descritta la finalità di raccogliere le Costituzioni, le leggi, i decreti e tutti gli atti del Romano Pontefice, delle Congregazioni, dei Tribunali e degli altri uffici,  perché “appaiano utili per una pubblica conoscenza”.

Uno degli strumenti di comunicazione più antichi in uso nella Curia Romana, è la Bolla Pontificia che deve il suo nome alla annessa bulla, il sigillo metallico plumbeo o aureo sul quale vengono raffigurati gli Apostoli Pietro e Paolo da un lato, e lo stemma o il nome del Pontefice firmatario dall’altro. La Bolla rappresenta lo strumento con il quale si produce un documento papale, ad esempio, le nomine vescovili, le Costituzioni Apostoliche o le scomuniche, come nel celebre caso della Bolla Pontificia Exsurge Domine di papa Leone X (15 giugno 1520), con la quale si condannavano le tesi e gli scritti di Martin Lutero.

Le Costituzioni Apostoliche sono documenti pontifici particolarmente importanti per le disposizioni contenute. Il nome proviene dalla prassi in uso nel Diritto Romano, per cui le Costitutiones emanate dall’Imperatore Romano (Constitutio Principis), erano decisioni con valore di legge promulgate secondo la testimonianza di Gaio, per decreto, per editto o per lettera. Le Costituzioni vengono utilizzate per le definizioni dogmatiche e per interventi di natura disciplinare o organizzativa. Questi documenti, detti “apostolici” perché voluti e firmati direttamente dal Romano Pontefice, possono darsi in forma di Bolla e disporre l’erezione di una Diocesi o di una Eparchia, come nel caso della C. A. In Apostolorum con la quale il Santo Padre ha eretto l’Eparchia di Gran Bretagna dei Siro-Malabaresi (16 luglio 2016). Questo strumento è stato utilizzato dal Legislatore per promulgare ugualmente norme comuni e norme speciali per le Università e le Facoltà Ecclesiastiche (Veritatis Gaudium) o per tradurre in disposizioni normative alcune novità circa il Sinodo dei Vescovi e la sua ratio procedendi (Episcopalis Communio). Le Costituzioni possono essere emanate altresì dal Concilio Ecumenico come le Costituzioni dogmatiche Lumen gentium, Dei Verbum, Sacrosanctum Concilium e la Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II.

L’Enciclica è una lettera “apostolica” circolare che il Santo Padre scrive, firma e indirizza a tutta la Chiesa o ad una individuata portio populi Dei, per definire una dottrina o trattare temi generali di elevato interesse, come nel caso della L. E. Laudato sì, sulla cura della casa comune (24 maggio 2015) o della L. E. Fratelli Tutti, sulla fraternità e l’amicizia sociale (3 ottobre 2020). Altre Encicliche sono state scritte per chiarire la posizione della Chiesa circa tematiche delicate; si ricordino le Encicliche Sociali da Leone XII in poi, o per intervenire su questioni dibattute come  nella L. E. Evangelium Vitae, sul valore e l’inviolabilità della vita umana (25 marzo 1995). Giovanni Paolo II condannò così il ricorso ai metodi contraccettivi (n. 13), l’interruzione volontaria di gravidanza (n. 58), la legalizzazione e la diffusione dell’aborto nel mondo (n. 59) e la sperimentazione sugli embrioni umani (n. 63).

L’Esortazione Apostolica è un documento pontificio con il quale il Papa esorta la Chiesa tutta su questioni o temi, spesso di natura spirituale o pastorale e di carattere universale. Scorrendo l’elenco delle Esortazioni Apostoliche si nota con frequenza come la maggior parte siano dette post-sinodali, cioè redatte e firmate dal Romano Pontefice dopo la celebrazione di un Sinodo dei Vescovi, come quello su “I giovani, la fede e il discernimento” (3-28 ottobre 2018) alla cui conclusione papa Francesco ha pubblicato l’E.A. post-sinodale Christus vivit, descrivendo ai giovani e a tutto il popolo di Dio le questioni, le considerazioni e la linea pastorale condivisa dai padri sinodali; lo stesso è accaduto per il Sinodo Speciale dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, al termine del quale il Papa ha consegnato a tutto il popolo santo di Dio l’E. A. Quaerida Amazonia.

La Lettera Apostolica è lo strumento ordinario di comunicazione, utilizzata per argomenti di minore importanza o per indicare linee pastorali o programmatiche. Essa è distinta dalla semplice lettera o dal messaggio a firma del Romano Pontefice. La Lettera Apostolica può essere rivolta all’intera cattolicità, come per la L. A. Admirabile Signum, sul valore e il significato del presepe, (1 dicembre 2019), oppure può celebrare delle circostanze particolari, ad esempio, la L. A. Scriputurae Sacrae Affectus,  nel XVI centenario della morte di San Girolamo (30 settembre 2020), o la L. A. Misericordia et Misera, siglata a conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia, con la quale il Santo Padre ha concesso a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto (n. 12).

Il Motu Proprio è una Lettera Apostolica con la quale il Romano Pontefice, di propria iniziativa (= motu proprio), in forza della sua potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa (can. 331) e non sollecitato da alcun Dicastero della Curia Romana o da Conferenze Episcopali, emana una decisione, modifica delle norme o ne introduce di nuove. Questo strumento è utilizzato ugualmente dal Supremo Legislatore, quale Sovrano dello Stato Città del Vaticano, per emanare, al suo interno, leggi sull’ordinamento giudiziario, economico ed amministrativo. Diverse e ormai note ai molti, sono le recenti Lettere date motu proprio sulla protezione dei minori e le persone vulnerabili, o sulla riforma del processo canonico di dichiarazione di nullità del matrimonio con le quali il Romano Pontefice ha modificato diversi canoni nei due Codici di Diritto Canonico. Attraverso Lettere date motu proprio il Romano Pontefice può istituire Istituti Pontifici, trasferire competenze tra i diversi Dicasteri della Curia Romana, approvare nuovi Organi e Statuti degli Uffici della Santa Sede o dello Stato vaticano.

 

PER APPROFONDIRE:

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J.I. Arrieta (cur), Codice di Diritto Canonico e leggi complementari. Commentato. Città del Vaticano 2018.

A. D’Auria, Il magistero della Chiesa, in M. J. Arroba Conde (cur), Manuale di Diritto Canonico, Città del Vaticano 2018, pp. 129 – 142.

F. De Lasala, L’evoluzione storica dei documenti della Santa Sede, in «La Civiltà Cattolica», 3721, 3 (02.07.2005),  pp. 51 – 59.

M. Muolo, Ecco che cosa è un’enciclica e perché i papi le scrivono, in Avvenire (3.10.2020).

A. Decarli, Magistero. Relazione in occasione del Laboratorio Giovani e Politica, Trento 9.05.2007, in www.webdiocesi.chiesacattolica.it

Per l’elenco completo dei documenti dell’attuale Pontefice: http://www.vatican.va/content/francesco/it.html

 

“Cum charitate animato et iustitia ordinato, ius vivit”

(San Giovanni Paolo II)

 

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Josè Conti

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