Giornata ASCAI, la prossimità nell’accesso ai tribunali ecclesiastici

La prossimità nell’accesso ai tribunali ecclesiastici, la giustizia canonica sempre più vicina ai fedeli

Si svolgerà martedì 13 ottobre all’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” la prossima giornata organizzata dall’Associazione Canonistica Italiana (ASCAI), dal titolo: “La prossimità nell’accesso ai tribunali ecclesiastici”. Il dibattito giuridico e pastorale all’interno della Chiesa cattolica si arricchisce di un nuovo e fondamentale tassello. Il prossimo evento, pone al centro della riflessione una delle sfide più significative del diritto canonico contemporaneo: coniugare il rigore delle procedure giudiziarie con la necessità di una Chiesa che si fa vicina alle ferite e alle necessità dei fedeli. L’incontro si inserisce nel solco delle riforme introdotte negli ultimi anni, in particolare da Papa Francesco, volte a snellire, decentralizzare e rendere economicamente e geograficamente accessibile la giustizia della Chiesa, specialmente in materia di cause di nullità matrimoniale.

Il valore della prossimità, tra pastorale e diritto

Il concetto di prossimità non rappresenta una semplice categoria logistica o geografica, bensì un vero e proprio principio teologico e giuridico. Nel contesto dei tribunali ecclesiastici, prossimità significa abbattere le barriere che storicamente hanno allontanato i fedeli dall’accertamento della verità sul proprio vincolo sacramentale. Il processo canonico non viene più percepito come una fredda sequenza di adempimenti formalistici, ma come un esercizio di giustizia ministeriale. Al centro del dibattito dell’evento ASCAI vi è l’intreccio indissolubile tra la ricerca della verità oggettiva e la salus animarum (la salvezza delle anime), legge suprema della Chiesa. La prossimità si traduce quindi in un accompagnamento umano e spirituale che accoglie il fedele sin dal momento in cui sorge il dubbio sulla validità del proprio matrimonio.

I temi chiave dell’evento

Il programma scientifico dell’evento toccherà diversi nodi cruciali per l’attività dei tribunali e dei consultori diocesani: Il decentramento delle strutture: l’analisi dello stato di attuazione delle riforme che spingono verso tribunali più vicini al territorio, riducendo la necessità di ricorrere a strutture regionali distanti e centralizzate. La prossimità processuale e gli strumenti tecnologici: un focus specifico sarà dedicato all’evoluzione dei mezzi istruttori. Si discuterà dell’applicazione pratica dell’equità canonica attraverso strumenti moderni, analizzando il passaggio dalle tradizionali rogatorie alle perizie e audizioni telematiche (ne abbiamo parlato QUI).

La tecnologia, se ben regolamentata, diventa così un veicolo di vicinanza e inclusione, accelerando i tempi processuali senza intaccare la ricerca della verità. La gratuità e il patrocinio d’ufficio: garantire la prossimità significa anche assicurare che le difficoltà economiche non costituiscano mai un ostacolo all’accesso alla giustizia ecclesiale. L’incontro farà il punto sulle prassi di gratuità delle procedure e sul potenziamento dei patroni d’ufficio. L’ascolto e l’indagine previa: (un esempio pratico di quest’ultimo istituto è il servizio diocesano per i fedeli separati dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, che ha anche elaborato un Regolamento in tal senso QUI) il ruolo fondamentale dei servizi di consulenza e ascolto a livello parrocchiale o diocesano QUI, pensati per accogliere le persone separate o divorziate che intendono verificare la validità del proprio matrimonio.

Un’occasione di formazione per i professionisti del settore

L’evento dell’Associazione Canonistica Italiana rappresenta un appuntamento imperdibile per un’ampia platea di professionisti: vicari giudiziali, giudici, difensori del vincolo, promotori di giustizia, avvocati ecclesiastici e operatori della pastorale familiare. Oltre all’alto valore scientifico e dottrinale, l’incontro offrirà un’importante occasione di confronto pratico sulle buone prassi da adottare nei tribunali. L’obiettivo comune è quello di delineare un modello di giustizia che non giudichi a distanza, ma che sappia curare e sanare le situazioni di sofferenza con la delicatezza e la prossimità proprie dell’azione della Chiesa.

“Cum caritate animato et iustitia ordinato, ius vivit!”

(S. Giovanni Paolo II)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Immagine di Rosario Vitale

Rosario Vitale

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