Donne e Potestas nella Chiesa

donne

Dal 19 giugno fino al 3 luglio ha avuto luogo, in modalità on line,  il Joint Diploma “Donne e Chiesa” realizzato in forma di «laboratorio di idee per promuovere il contributo delle donne nella Chiesa e la cooperazione effettiva tra uomini e donne nei diversi ambienti ecclesiali»[1].

Quest’occasione di formazione è nata per

iniziativa condivisa tra l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’ateneo Pontificio Regina Apostolorum, la Pontificia Università Urbaniana, la Pontificia Università Salesiana, la Pontificia Università San Tommaso D’Aquino, la Pontificia Facoltà di Scienze della Educazione “Auxilium” e l’Istituto di Teologia della Vita Consacrata Claretianum. Conta anche con il patrocinio della Conferenza Rettori Università e Istituzioni Pontificie Romane (CRUIPRO) e dell’Academia de Lideres Catolicos.

Il percorso si componeva di 4 moduli: Socio-storico, Antropologico (filosofico-teologico), Ecclesiologico (e canonistico) e Mariologico e si pregia di un alto Comitato scientifico che vede coinvolti membri di diverse Istituzioni Pontificie:

  • Anita Cadavid, Direttrice Istituto di Studi Superiori sulla Donna
  • Lorella Congiunti, Pontificia Università Urbaniana
  • Catherine Droste, Pontificia Università Tommaso D’Aquino
  • Mario Óscar Llanos, Pontificia Università Salesiana
  • Grazia Loparco, Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”
  • Mauro Mantovani, Presidente CRUIPRO
  • Marta Rodriguez, Istituto di Studi Superiori sulla Donna
  • Gianrico Ruzza, Vescovo di Civitavecchia
  • Nicla Spezzati, Istituto di Teologia della Vita Consacrata Claretianum

All’interno del modulo Ecclesiologico ha avuto luogo anche una riflessione giuridica sulla potestà di ordine e di giurisdizione.

A relazionare su questo punto è stata la professoressa Linda Ghisoni [2], docente invitato alla Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana, Sotto-Segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita nonché Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e Commissario per lo scioglimento dei matrimoni in favorem fidei.
La relatrice ha espresso la chiara possibilità, presente nella Chiesa, di far partecipare la donna in vari spazi ecclesiali, partendo proprio dalla potestà di giurisdizione derivante dal conferimento di una missio canonica [3].

Tutti gli spazi in cui non è richiesta espressamente l’ordinazione sacerdotale possono essere luoghi abitati dai laici e dunque anche dalle donne.

L’analisi si è soffermata sul can. 129, in particolare sul suo §2:

Can. 129 – §1. Sono abili alla potestà di governo, che propriamente è nella Chiesa per istituzione divina e viene denominata anche potestà di giurisdizione, coloro che sono insigniti dell’ordine sacro, a norma delle disposizioni del diritto.
§2. Nell’esercizio della medesima potestà, i fedeli laici possono cooperare a norma del diritto.

Si evidenzia che proprio nell’esercizio della potestà di governo (detta anche di giurisdizione) i fedeli laici possono collaborare a norma del diritto mediante il conferimento della missio canonica.

Inoltre a norma del can. 228:

Can. 228 – §1. I laici che risultano idonei sono abili ad essere assunti dai sacri Pastori in quegli uffici ecclesiastici e in quegli incarichi che sono in grado di esercitare secondo le disposizioni del diritto.
§2. I laici che si distinguono per scienza adeguata, per prudenza e per onestà, sono abili a prestare aiuto ai Pastori della Chiesa come esperti o consiglieri, anche nei consigli a norma del diritto.

È esplicita la possibilità per ogni fedele di occupare uffici ecclesiastici, se idoneo, se competente per scienza, prudenza e onestà, quando il diritto non richiede esplicitamente, per quell’ufficio, l’ordinazione sacerdotale.

Ciò poiché è mediante il battesimo che ciascun fedele è incorporato alla Chiesa ed è costituito persona con diritti e doveri.

Alla luce di tale analisi, consapevoli della sempre maggior evidenza della necessità che la Chiesa ha della collaborazione tra uomo e donna, al fine di manifestare l’intero Volto di Dio, si auspica una maggiore prassi applicativa di questa ricchezza e una ulteriore riflessione sui vari uffici della Chiesa ancora profondamente vincolati al sacerdozio ministeriale, affinché nella singolare reciprocità e nella feconda complementarietà possano sorgere processi nuovi in spirito di servizio e Alleanza.

Note

[1] Tutte le citazioni e le informazione sul Joint Diploma Donne e Chiesa sono tratte dal sito ufficiale https://www.upra.org/offerta-formativa/istituti/istituto-di-studi-superiori-sulla-donna/joint-diploma-in-donne-e-chiesa/

[2] Per approfondire il curriculum della Prof.ssa  Linda Ghisoni: http://www.laityfamilylife.va/content/laityfamilylife/it/il-dicastero/sottosegretaria-laici.html

[3] Non si entra nella spinosa questione circa la potestà, ma si rimanda per approfondimenti storici evolutivi e alle varie teorie a E. Corecco, Natura e struttura della «Sacra Potestas» nella dottrina e nel nuovo Codice di diritto canonico, consultabile su https://www.eugeniocorecco.ch/scritti/scritti-scientifici/ius-et-communio/ius-et-communio-27/

 

“Cum caritate animato et iustitia ordinato, ius vivit!”

(S. Giovanni Paolo II)

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Sr. Maria Romano

Sr. Maria Romano

Lascia un commento

Iscriviti alla Newsletter