Magisterium AI: potenzialità, limiti e opportunità per la compagine ecclesiale

Introduzione

La diffusione dell’intelligenza artificiale, con il suo uso non sempre etico e consapevole, porta con sé la domanda sulla sua opportunità e credibilità nel contesto ecclesiale. Per quanto sia una definizione grossolana e approssimativa quella di “intelligenza artificiale cattolica”, Magisterium AI si propone di essere uno strumento di ricerca, specializzato e progettato per un’esplorazione profonda e verificabile del mondo cattolico [1]. Magisterium AI è stato sviluppato dall’azienda tecnologica canadese Longbeard, una società guidata dall’imprenditore ed ex seminarista Matthew Harvey Sanders. Lanciato nel 2023, questo progetto è nato con l’intento ben preciso di offrire un motore di ricerca e un assistente virtuale altamente specializzato sulla dottrina, sul diritto canonico e sull’intero magistero della Chiesa Cattolica [2].

La sua creazione dunque vuole certamente essere uno strumento di ausilio e non di sostituzione alla persona umana, infatti non potrebbe trovare alcun fondamento un’intelligenza artificiale che non è incentrata e orientata a valori cristianamente intesi. Certamente la Chiesa deve stare attenta ai segni dei tempi ed essere in grado di declinare ciò che avviene nel mondo in qualcosa che possa avvicinare alla Sua Parola, a meglio studiarla e comprenderla. Il fedele o lo studioso intrinsecamente tendono a domandare, a cercare risposte e a indagare nei meandri del sapere e della fede, allora non è strano che anche un cattolico possa usufruire di uno strumento in grado di offrire e ordinare risposte in termini cristiani.

Indubbiamente è bene sottolineare che Magisterium AI non è una macchina capace di credere, pregare o sostituire il discernimento pastorale ma elabora dati e produce risultati, non è né una persona né un soggetto di fede. Il presente lavoro non si propone certo di esaurire l’argomento e l’eticità di un’intelligenza artificiale cattolica ma tenta di offrire un quadro, seppur non approfondito, della sua efficacia strumentale e morale.

Il fondamento: la persona non è un algoritmo

Il punto decisivo del discernimento è l’immagine dell’essere umano presupposta e promossa dall’uso dell’IA. La concezione cristiana infatti non misura il valore della persona in base alla capacità di calcolo, alla produttività o alla quantità di informazioni possedute. La dignità umana è a immagine e somiglianza di Dio, respinge le interpretazioni riduzionistiche che assimilano l’intelligenza umana a un insieme di funzioni computabili. Nell’ultima enciclica Magnifica Humanitas, una sorta di prontuario per evitare la mortificazione del pensiero critico e dell’umanità stessa che rischia di confondersi nella macchina dell’IA, Papa Leone XIV afferma che:

«è la dignità che appartiene a ogni essere umano semplicemente per il fatto di esistere, di essere stato voluto, creato e amato da Dio: nessun peccato, nessun fallimento, nessuna umiliazione, nessuna esclusione può intaccare il valore profondo di una vita umana che Lui ha voluto e chiamato all’essere» [3].

Magisterium AI tende a ricreare un modello di macchina destinata a persone, nel loro significato più evangelico e cristologico. Cerca infatti di adottare un linguaggio rispettoso, senza ridurre le persone a etichette o a condizioni specifiche infelici. La tecnologia allora non è da considerarsi un personaggio antagonista nello sviluppo umano ma tutt’altro: la storia ha dimostrato che la tecnologia ha migliorato oltre che le condizioni di vita, anche quelle sociali e umane. Il rischio che l’intelligenza artificiale, come cristiani, ci chiede di affrontare risiede nel mettere la Parola di Dio al centro e non un algoritmo compiacente e talvolta illogico. Se gli utenti attribuissero alla macchina autorità, coscienza o esperienza religiosa, si rischierebbe di confondere la competenza linguistica con la sapienza e l’assistenza informativa con la cura pastorale.

Le opportunità: maggiore accessibilità, formazione e servizio

La sensibilizzazione al tema dell’intelligenza artificiale è stata portata all’attenzione non soltanto con l’enciclica Magnifica Humanitas ma anche mediante corsi universitari specifici, si veda per esempio il corso “Verso un Futuro Intelligente: Basi di IA per la Generazione Universitaria” [4], un progetto che si propone di cogliere le sfumature e le sfide che si celano dietro questo nuovo e potente strumento. Il suo obiettivo è lo sviluppo di una consapevolezza critica degli impatti sociali ed etici collegati alla diffusione di questa nuova tecnologia.

Con queste premesse Magisterium AI può facilitare la ricerca in grandi raccolte di testi, aiutare a reperire fonti, produrre riassunti preliminari, tradurre contenuti e rendere materiali formativi più accessibili. In un contesto pastorale può contribuire, sotto controllo umano, ad attività formative, anche catechetiche, trovando soluzioni e proposte in grado di agevolare l’utente nel proprio servizio alla comunità. Un assistente digitale non può assumere il compito di accompagnare una persona nella sua storia concreta, discernere pienamente la sua situazione o sostituire il ministero ecclesiale, tuttavia può offrire informazioni introduttive o indicare dove reperire un testo.

Magisterium AI e il diritto

Il diritto canonico disciplina aspetti centrali della vita della Chiesa e delle relazioni tra i fedeli e le istituzioni ecclesiali. La sua applicazione richiede competenza giuridica, conoscenza delle fonti, attenzione ai fatti e comprensione della salus aeterna animarum insita nella legge. Per questo l’intelligenza artificiale applicata a questo settore va considerata anzitutto come uno strumento di supporto, non come un soggetto capace di interpretare autorevolmente il diritto o di decidere al posto delle persone. Occorre infatti verificare la qualità delle fonti, la correttezza delle risposte, la protezione dei dati e la presenza di un controllo umano effettivo. Sicuramente all’interno degli uffici dei tribunali essa può aiutare nell’organizzazione del lavoro: classificazione di fascicoli, ricerca di duplicati, indicizzazione o gestione di scadenze.

D’alta parte il diritto canonico è sempre stato in una posizione di dialogo con gli ordinamenti secolari e per questo sembra quasi naturale volgere lo sguardo all’AI Act 2024/1689 [5], il primo corpus normativo con l’obiettivo di regolare l’uso dell’intelligenza artificiale, affinché sia utilizzata in modo responsabile e consapevole. Il suddetto regolamento vuole orientare questo strumento ai valori dell’Unione Europea e certamente, secondo la sua specificità, anche il diritto canonico condivide, tra cui l’uguaglianza, la fraternità, la giustizia sociale. Da questo principio dunque gli operatori del diritto, non solo secolare ma anche canonico, non devono guardare l’intelligenza artificiale come un nemico da cui tenersi alla larga ma come uno strumento efficace, che chiede di essere aggiornato e migliorato dai suoi stessi operatori e non solo [6].

Condizioni per un uso responsabile dell’IA nel Diritto Canonico

Sicuramente, partendo già dagli sportelli dedicati alla mediazione familiare e matrimoniale, un uso consapevole dell’intelligenza artificiale aiuterebbe a istruire i fedeli e a fornire un eventuale “sportello informativo”, digitando la propria vicenda, Magisterium AI potrebbe dare le norme canoniche che eventualmente si applicherebbero e suggerire o meno se rivolgersi direttamente a un avvocato canonista oppure se può essere sufficiente una mera informazione tecnica. Inoltre, ferma l’attenzione dell’operatore nel non inserire dati strettamente riservati, potrebbe fornire riassunti, sinossi e ausili negli atti da redigere, magari anche nella composizione più chiara e formale di un libello.

Infine l’analisi sintattica e semantica dei testi canonici mediante l’IA consente agli studiosi di individuare lacune legis, sovrapposizioni o incongruenze interpretative tra il codice latino (CIC) e quello orientale (CCEO), favorendo una legislazione più coerente e organica. Il mondo nella sua storia, così come il lavoro, chiede che la Chiesa sia in grado di operarvi, di gettare una luce e un metro di misura delle cose, ben vengano quindi gli strumenti di facilitazione, purché abbiano come misuratore l’uomo, nel suo senso cristologicamente inteso. Ecco allora che non suoneranno lontane le parole espresse nella Dottrina Sociale della Chiesa:

«Il fattore decisivo e « l’arbitro » di questa complessa fase di cambiamento è ancora una volta l’uomo, che deve restare il vero protagonista del suo lavoro. Egli può e deve farsi carico in modo creativo e responsabile delle attuali innovazioni e riorganizzazioni, così che esse giovino alla crescita della persona, della famiglia, delle società e dell’intera famiglia umana» [7].

Conclusioni

Alla luce di quanto sopra detto, lo sforzo di chi ha il compito di innovare e aggiornare l’intelligenza artificiale, in questo caso Magisterium AI, è quello di dover mettere al centro la persona umana, invitando eventualmente l’utente a rivolgersi a specialisti, senza dare suggerimenti infondati. Un’ ulteriore necessità è quella di porre come base documenti ufficiali riconosciuti dalla Santa Sede, oltre che gli scritti degli esperti in materie teologico-filosofiche e di qualsivoglia materia rilevante ai suoi fini. Il dialogo tra intelligenza artificiale e diritto canonico passerà quindi attraverso norme e principi già rilevanti: i diritti comuni dei fedeli (cann. 208–223), la tutela della buona fama e dell’intimità (can. 220), il segreto processuale (can. 1455) e gli obblighi di segretezza e protezione delle informazioni connessi agli uffici ecclesiastici (can. 471, 2°).

L’intelligenza artificiale infatti non sarà esente dal rispetto dei canoni sopracitati, per cui, fermo restando la loro tutela e garanzia, Magisterium AI, istruito su documenti ufficiali e credibili, sarà in grado di apportare un aiuto valido e concreto, nonché una facilitazione agli operatori del diritto. Ecco allora che ci riscopriremo come Chiesa in cammino, con uno sguardo al diritto e ai temi sociali, per poter meglio aiutare il prossimo. Infine dunque l’intelligenza artificiale così strutturata e orientata, sarà strumento di corresponsabilità, correzione fraterna e condivisione.

Note

[1] https://www.magisterium.com/it/about/why-magisterium-ai

[2] Cfr. https://church.mt/ai-service-that-answers-questions-on-catholic-teaching-now-available-in-maltese/

[3] Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV, par 52, pag. 52

[4] https://organismi.unicatt.it/telelab-i-nostri-progetti-verso-un-futuro-intelligente

[5] Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale e modifica i regolamenti (CE) n, 300/2008, (UE) n, 167/2013, (UE) n, 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e le direttive 2014/90/UE, (UE) 2016/797 e (UE) 2020/1828 (regolamento sull’intelligenza artificiale

[6] Cfr. Diritto e Intelligenza artificiale, Sezione monografica DPCE ONLINE 2037-6677 Fascicolo n. 1/2022, a cura di Carlo Casonato, Marta Fasan e Simone Penasa, pag. 167

[7] Dottrina Sociale della Chiesa, LEV, 2004, par. 317, pag. 174

 

“Cum caritate animato et iustitia ordinato, ius vivit!”

(S. Giovanni Paolo II)

 

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