Breve storia della Facoltà [1]
Nel 1876 c’era un solo professore per la Schola Institutionum e due per la Schola Textus Decretalium. L’intero corso comprendeva tre anni — anche se era possibile fondere insieme il primo ed il secondo anno, dato che non pochi studenti avevano già studiato le Institutiones durante il corso teologico. Sulle Decretali si tenevano dieci lezioni settimanali — tutte le mattine alle ore 8 e nel pomeriggio. Lo svolgimento della materia richiedeva due anni: nel primo anno si studiavano il I e II libro; nel secondo anno, il III, IV e V libro. Il Baccellierato si conseguiva al termine della Schola Institutionum; la Licenza dopo il primo anno della Schola textus ed il dottorato a completamento dei due anni del corso sulle Decretali. Allora non era richiesta la Dissertazione o tesi di Laurea.
Dopo la promulgazione del Codice di Diritto Canonico, la Schola Iuris Decretalium divenne Schola Textus Codicis. L’intero Codice veniva spiegato nella Facoltà di Diritto Canonico da tre professori con un ciclo biennale. Il corso veniva programmato sulla base delle direttive impartite dalla Congregazione dei Seminari e degli Studi nel 1917; queste richiedevano una analisi rigorosamente esegetica del nuovo Codice. Ciò ebbe notevole influsso nello studio del Diritto Canonico.
La Facoltà era bene attrezzata per adeguarsi, nei suoi programmi, al nuovo Codice, dal momento che sia Ojetti che Vidal erano stati entrambi consultori nella preparazione del nuovo Codice; anzi, come vedremo, Ojetti era stato stretto collaboratore del Cardinal Gasparri. Ojetti e Vidal erano pure consultori per la Commissione per la Interpretazione del Codice.
Innovazioni dopo il Concilio Vaticano II
Dopo il Concilio Vaticano II si sono avuti nella Facoltà cambiamenti di rilievo. La Schola Textus si è andata costantemente rinnovando, con l’inclusione dello studio delle Costituzioni e dei Decreti del Concilio nonchè della legislazione postconciliare. Sono stati pure introdotti nuovi corsi, che trattano espressamente della revisione in atto del Diritto Canonico. In che modo la Facoltà abbia affrontato questo compito, risulta da numerosi articoli apparsi su Periodica, durante gli ultimi dodici anni. Un impegno particolare è stato posto nel mettere in risalto lo stretto rapporto esistente tra Diritto Canonico e Teologia.
Il Cursus Renovationis
Nel 1971, la Facoltà ha inaugurato un Cursus Renovationis Canonicae pro iudicibus et Tribunalium administris. Esso si propone di offrire, a quanti operano nei tribunali matrimoniali, la possibilità di studiare le recenti innovazioni introdotte nella procedura canonica e di approfondire la loro conoscenza degli importanti sviluppi raggiunti dalla giurisprudenza specialmente in materia matrimoniale.
In conclusione
Questo dunque, in poche parole, lo sviluppo della Facoltà di Diritto Canonico nel corso dei passati cento anni [oggi 150]. È la storia di una serie di tentativi di andare incontro alle esigenze degli studenti in un secolo attraversato da mutamenti rapidi e drammatici. Il modesto gruppo di tre professori e di quindici studenti che avviò la Facoltà nel 1876, con il passare degli anni, ha cambiato volto. Dopo il 1905 il numero degli studenti toccò le 125 unità, arrivando alla sua punta massima nel 1948, con 228 studenti.
Dopo il Concilio la Facoltà ha risentito del calo generale del numero degli studenti di Diritto Canonico. Ad ogni modo, nei suoi primi cento anni di vita, gli studenti sono stati circa 5.000. Da notare poi che, dopo la promulgazione della Deus Scientiarum Dominus, con la sua introduzione dell’obbligo di una dissertazione per il dottorato, nella Facoltà sono state difese oltre 950 tesi di laurea e, di queste, circa 440 sono state pubblicate. Si tratta, mi sembra, di dati statistici che parlano da soli.
Il Congresso per festeggiare l’anniversario
Per questo fausto anniversario la Facoltà ha pensato bene di organizzare un Convegno (20-24 Ottobre) con illustri ospiti, il programma è in fase di perfezionamento e verrà quanto prima divulgato in maniera ufficiale. Sarà necessario iscriversi QUI per partecipare.
Note
[1] La storia è tratta da Clarence Gallagher, Periodica de re canonica 66 [1977] 407-421.
“Cum caritate animato et iustitia ordinato, ius vivit!”
(S. Giovanni Paolo II)
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