Prof. Raffaele Santoro
Nel cambiamento d’epoca in atto e con l’avvento dell’era digitale, anche la l’interesse della Chiesa, esperta di umanità e attenta ai segni dei tempi, si è fatto particolarmente intenso, poiché è consapevole, da un lato, che l’odierno processo trasformativo ha forti ricadute concrete nella vita quotidiana di ogni uomo e, dall’altro, che il digitale può essere una dimensione significativa della testimonianza della Chiesa nella cultura contemporanea. Tuttavia, l’ambiente digitale, da comprendere e abitare, inteso come il complesso delle relazioni e condizioni sociali, culturali e morali nel quale il fedele si trova, si forma, si definisce, ha bisogno di un ordinamento giuridico che possa essere ripensato, revisionato e/o interpretato per e nello stesso ambiente digitale. Tutto ciò costituisce una grande sfida anche per il diritto canonico. In questo solco si pone l’interessante corso di insegnamento di “Diritto canonico digitale”, unico in Italia, promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, diretto dal Prof. Raffaele Picaro. Per capire meglio questa straordinaria ed unica iniziativa accademica, abbiamo rivolto alcune domande al Prof. Raffaele Santoro, titolare dell’insegnamento e promotore di questo percorso, per illustrarci da dove nasca questa idea di rapportare il diritto canonico con le sfide proposte in quest’era digitale. Lo ringraziamo per la sua disponibilità per la passione che mette nella ricerca e nell’insegnamento.
Professor Santoro, dalprossimo anno accademico presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” sarà attivo un corso di insegnamento di “Diritto canonico digitale”, unico in Italia. Ci può illustrare da dove nasca questa idea di rapportare il diritto canonico alle sfide proposte in quest’era digitale?
L’idea di attivare l’insegnamento di “Diritto canonico digitale” nell’ambito dell’offerta formativa del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, diretto dal Prof. Raffaele Picaro, nasce dalla consapevolezza della presenza di un rapporto oramai indissolubile tra diritto e tecnologie digitali e rappresenta il punto di approdo in ambito didattico di una serie di riflessioni scientifiche elaborate con i colleghi Paolo Palumbo (Università Giustino Fortunato di Benevento) e Federico Gravino (Istituto di Studi Politici San Pio V di Roma) raccolte nel volume “Diritto canonico digitale” (Editoriale Scientifica, 2024). Anche il diritto canonico, quale ordinamento giuridico dalla tradizione secolare, è ampiamente coinvolto da molteplici riflessi delle tecnologie digitali, il cui impiego sta velocemente e inesorabilmente determinando profondi mutamenti in ambito sociale ed ecclesiale. L’impiego degli strumenti e delle tecnologie digitali può sostenere anche un esercizio più efficace delle attività ecclesiali strutturali della vita della Chiesa connesse non solo alle funzioni di insegnare e santificare, ma anche alla stessa potestà di governo. Proprio per questo motivo, le attività didattiche dell’insegnamento del “Diritto canonico digitale” rappresentano un punto concreto di applicazione delle ricerche scientifiche svolte nell’ambito del Centro di Ricerca di Ateneo “Osservatorio su Enti religiosi, Patrimonio ecclesiastico e Organizzazioni non profit” diretto dal Prof. Antonio Fuccillo.
Come sarà organizzato il corso e quali temi saranno affrontati?
Il Corso ha lo scopo di fornire agli studenti la conoscenza dei riflessi delle tecnologie digitali, nelle loro molteplici articolazioni, sull’ordinamento giuridico della Chiesa Cattolica, ripercorrendo tutti i Libri che compongono il Codex Iuris Canonici. Nello specifico, oltre ad analizzare i lineamenti evolutivi del diritto canonico nell’era digitale, sarà oggetto di approfondimento una serie di ambiti fortemente condizionati dalle nuove tecnologie, tra i quali il rapporto tra intelligenza artificiale e algoretica, con particolare riferimento alla Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV, la pubblicazione digitale delle leggi ecclesiastiche, la privacy religiosa nel Web, la funzione di insegnare nel continente digitale, la funzione di santificare e l’esercizio del culto online, il diritto penale e la tutela dei minori, il matrimonio canonico e il processo di nullità nell’età digitale. Il corso sarà integrato con una serie di approfondimenti del diritto vaticano, con particolare riferimento alle Linee guida in materia di Intelligenza Artificiale del 2024, al fine di tracciare ulteriori ambiti formativi per i futuri giuristi.
Professore, in un’epoca sempre più digitale come fruire in modo equilibrato delle prospettive che l’utilizzo delle moderne tecnologie digitali possono offrire alla missione della Chiesa?
Le nuove tecnologie hanno determinato un cambiamento d’epoca per il modo in cui oggi viene concepita la realtà e ci si relaziona con se stessi, con gli altri, con l’ambiente circostante e con Dio. Il continente digitale costituisce attualmente uno dei “territori” nei quali si espande la missio Ecclesiae. Ne consegue la necessità di introdurre apposite norme giuridiche e di interpretare il diritto vigente alla luce delle esigenze emergenti da questo nuovo “ambiente” in cui il fedele è costantemente immerso. In questa prospettiva, il diritto canonico, nel solco della tradizione in riferimento all’essenza e alla natura della Chiesa, può essere ripensato, revisionato e/o interpretato per e nell’ambiente digitale. Per questo motivo, il corso di diritto canonico digitale è caratterizzato da un approccio dinamico poiché la Chiesa Cattolica, nel corso della sua storia millenaria, ha sviluppato la propria missio ad gentes in una costante tensione tra innovazione e tradizione. Anche l’ordinamento giuridico della Chiesa Cattolica, di conseguenza, si immerge pienamente in questa dinamica e, nel suo necessario adeguamento ai “segni dei tempi”, si proietta oggi a promuovere la salus animarum anche oltre le frontiere del continente digitale. In questa prospettiva, il diritto canonico continua ad essere una scienza viva ed attuale il cui contatto con le nuove tecnologie consente non solo agli studenti di sentire più “affine” ai loro interessi la disciplina, ma anche alla stessa di implementare un proficuo dialogo interdisciplinare oltre le frontiere delle scienze giuridiche. Il contatto con il mondo digitale promuove dunque una rinnovata importanza del diritto canonico nella formazione del giurista contemporaneo anche per la sua dimensione creativa di quella che Paolo Grossi definiva una vera e propria «mentalità giuridica» in grado di proiettarsi oltre i confini della mera appartenenza confessionale.
Professor Santoro, come intendere l’uso degli strumenti digitali in rapporto al processo di nullità matrimoniale e del diritto penale nell’era digitale? Quale contributo possono fornire? Quali le insidie da prevenire?
Le tecnologie digitali hanno determinato un impatto rilevante sul diritto matrimoniale canonico, sia sostanziale sia processuale, e sul diritto penale canonico. Questa dinamica è stata alimentata dalla coeva evoluzione antropologica innescata dal rapporto tra uomo e tecnologia, che di fatto ha coinvolto anche il fenomeno religioso. Per il diritto matrimoniale canonico, si pensi ai riflessi della dipendenza da Internet sulla nullità del matrimonio, all’impiego dei mezzi di prova digitali e al ruolo del perito informatico forense e al possibile impiego della notifica digitale degli atti giudiziari. Allo stesso tempo, appaiono rilevanti i riflessi anche sul diritto penale canonico, con particolare riferimento alla tutela dei minori, alla possibile configurazione nel Web di una serie di delitti e alla possibile lesione della buona fama del fedele in presenza di fake news in Rete. Non mancano ulteriori prospettive applicative sulle quali è in corso una approfondita riflessione della dottrina, finalizzata a sostenere gli insegnamenti donati da Leone XIV nella Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” ed ancorati ad una promessa di progresso «misurata sulla dignità inviolabile di ogni uomo e di ogni donna» (ivi, n. 181).
“Cum caritate animato et iustitia ordinato, ius vivit!”
(S. Giovanni Paolo II)
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