Dies Academicus 2020/2021 della Pontificia Università Lateranense

 

Oggi, 09 novembre 2020 dalle ore 11:00 si è celebrato il Dies Academicus della Pontificia Università Lateranense. L’evento di inaugurazione dell’A.A. 2020/2021, si è svolto presso l’Aula Magna dell’Università, durante il quale sono intervenuti: il Gran Cancelliere Card. A. De Donatis, il Magnifico Rettore V. Buonomo, il prof. L. Messinese, lo studente F. Fulvi e il rappresentate per il personale non docente F. Apolloni.

Nei saluti introduttivi il Card. De Donatis ha ricordato la tradizionale coincidenza della celebrazione del Dies con la festa di dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, la prima delle quattro Basiliche papali maggiori e la più antica d’Occidente. Ne ha messo in risalto il legame e i punti comuni, che possono essere racchiusi nella chiamata di ognuno – come scriveva Agostino – a coniugare la fede con la ricerca. Nell’Università Lateranense, infatti «generazioni di studenti e docenti hanno sperimentato come sia possibile coniugare l’annuncio cristiano, alla sapienza, avendo come fondamento la Rivelazione cristiana e il Magistero Petrino». Motivo per cui, continua il cardinale, la formazione alla Pontificia Università Lateranense, si basa su tre linee fondamentali: Acquisire una logica del “noi”, apprendendo la dimensione del servire nella carità tutti coloro che incontriamo nel cammino; imparare a stimarsi a vicenda nel dono della comunione; svolgere la ricerca nella fedeltà al Magistero, sapendo che il lavoro e lo studio, sono a servizio di tutta la Chiesa.

Conclude, infine, con un’esortazione affinché «questa pandemia che stiamo vivendo possa diventare un ricordo capace di fare del peso delle difficoltà e delle conseguenze dell’attuale emergenza, un monito a non tralasciare i nostri doveri e a non sotterrare i nostri talenti».

Ph: Cristian Gennari

La prolusione – quest’anno di pertinenza della facoltà di Filosofia – è stata affidata al prof. L. Messinese, il quale ha approfondito il tema: “Il Male e la Filosofia nel tempo di Covid-19”.

Il male fa parte dell’esperienza umana e della storia del mondo, ma non si riesce a trovare un senso al male sofferto ingiustamente. Ci si chiede perché e da dove venga il male. Alcune considerazioni sono state poste dalla Metafisica, secondo la quale il male non è in grado di togliere il bene e Il Signore non è causa del male. Ma, sebbene non rispondano al quesito, costituiscono sicuramente dei prolegomeni. Ciò che è certo è che il male sfugge alla piena comprensione razionale e resta circondato da un alone di mistero. «Ciò che è bene per l’uomo, è coltivare il senso del limite cioè coniugare sapientemente senso di responsabilità e senso del mistero. Poiché quando l’uomo esercita la sua responsabilità nell’orizzonte del mistero, è corroborato dalla verità metafisica sulla bontà dell’essere di ogni cosa. Allora egli è come una teodicea vivente».

Il successivo intervento di F. Fulvi, studente al corso di specializzazione in Teologia Interconfessionale, si è incentrato sulla tematica religiosa, presentata metaforicamente come una sinfonia: composta da voci e armonie diverse, che possono suonare all’unisono o essere discordanti. Per creare, dunque, questa sinfonia, non bastano le competenze tecniche, occorrono convergenze relazionali e, soprattutto, l’elemento fondamentale che si trova nel respiro. Ruah, lo Spirito Santo che è l’apriori relazionale, portatore di giustizia, pace, gioia. Il comune respiro che porta a unificarsi. La riflessione si conclude collegandosi a una citazione di Leloup: «Nel fondo del nostro respiro non si trova forse il grande respiro di Dio? È importante non fermarsi a distinguere la varietà delle onde che agitano la superficie, ma bisogna provare a immergersi nelle profondità dell’oceano dove i turbamenti si placano e dove la goccia d’acqua non perde la propria identità sapendo di essere unica in mezzo a quell’oceano».

L’intervento di F. Apolloni, del Dipartimento ICT, si pone in linea con l’esortazione espressa del cardinale a fare delle difficoltà un monito. Si potrebbe, infatti, riassumere con un’espressione usata dal prof. Messinese, ovvero «il primato del positivo sul negativo e del bene sul male». Afferma, infatti: «Il covid-19 ci lascerà grandi opportunità. L’esperienza e le competenze accumulate in questo periodo ci dicono che tutti i nuovi servizi messi in campo oggi, sono importanti criteri per la valutazione della qualità dell’Ateneo che ci aiuteranno domani a raggiungere gli obiettivi che ci siamo imposti, anche pensando al carattere internazionale della Lateranense. Non dobbiamo essere schiavi della tecnologia, ma dobbiamo migliorarci con essa e farne uno strumento per la formazione, per migliorare la ricerca, l’insegnamento e il servizio offerto dall’Università».

A questo aspetto si riallaccia il saluto finale del Rettore Buonomo, il quale riconosce, da docente, le difficoltà e le sfide che ha portato la didattica online. Tra i sentiti ringraziamenti conclusivi, oltre a quelli rivolti a coloro i quali hanno reso possibile l’attivazione di questa nuova modalità in tempi brevissimi, rivolge il suo ringraziamento alla Congregazione per l’Educazione Cattolica, per il dono dei nuovi statuti approvati per l’Università.

 

 

“Cum charitate animato et iustitia ordinato, ius vivit!”

(S. Giovanni Paolo II)

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessia Guarrera

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