V anniversario di Vox Canonica, intervista al chi.mo prof. Antonio Fuccillo

Vox Canonica festeggia il suo quinto compleanno da quando un gruppo di giovani studenti ha pensato di intraprendere questa nuova avventura all’insegna della sana informazione e per un serio contributo alle scienze canonistiche. In molti si sono chiesti quale poteva essere il contributo di questo nuovo Giornale nel contesto attuale, e certamente è quello di poter dare informazioni in pillole che possano essere da tutti comprese e condivise, attraverso soprattutto l’ausilio dei mezzi social che hanno rivoluzionato il modo di fare informazione e più in generale la vita di ognuno di noi.

L’intervista

Per questo quinto anniversario, come di consueto, abbiamo deciso di intervistare una delle voci più attive e autorevoli nel campo del diritto ecclesiastico e canonico, parliamo del chi.mo prof. Antonio Fuccillo, Ordinario di Diritto Ecclesiastico e Interculturale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Notaio. Direttore del Centro di Ricerca Universitario “Osservatorio su Enti religiosi, Patrimonio ecclesiastico e Organizzazioni non profit” dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Autore di numerose pubblicazioni, tra le quali Dare etico. Agire non lucrativo, liberalità non donative e interessi religiosi (Torino, 2008), Il cibo degli dei. Diritto, religioni, mercati alimentari (Torino, 2015), Il paradiso digitale. Diritto e religioni nell’iperuranio del web (Napoli, 2023), Diritto, religioni, culture. Il fattore religioso nell’esperienza giuridica (Torino, 2025). Ha curato molteplici studi, tra i quali Le religioni al cinema. Dalla censura alla classificazione (Torino, 2025), Gli enti religiosi tra diritto speciale, diritto comune e mercati (Napoli, 2022), Through the Barricades. The Charter of The New Alliance of Virtue (Napoli, 2020). Coordina numerosi progetti e gruppi di ricerca nazionali. È membro di prestigiose accademie nazionali e internazionali.

Ringraziamo il prof. Fuccillo per la disponibilità che ha mostrato rispondendo a qualche domanda.

Professore, qual è il contributo del Diritto Ecclesiastico (ora, Diritto e Religione) nella formazione del giurista, sia sul piano teorico che su quello pratico-professionale?

Un giurista contemporaneo si confronta con una società multicolor, variegata cioè sotto il profilo culturale, antropologico e religioso. Gli istituti giuridici se non interpretati e applicati senza tenere conto delle varie diversità non funzionano più e quindi il diritto perde efficacia. Il diritto ecclesiastico civile (diritto e religione) insegna tutto ciò, assumendo un ruolo centrale nei percorsi formativi universitari e nel successivo esercizio delle professioni legali.

Quali sono i principali campi su cui l’ecclesiasticista deve porre l’attenzione oggi?

La nostra disciplina deve attenzionare il rapporto tra religioni e politica, il ruolo delle fedi nelle dinamiche internazionali, il rapporto tra gli Stati e le confessioni e la tutela della libertà religiosa e della laicità. Le vere sfide tuttavia si affrontano nel campo privatistico ove le diverse appartenenze religiose condizionano le scelte degli strumenti giuridici.

Perché ha voluto dare alla collana da Lei diretta la denominazione “Riflettori/Spotlights”? Qual è l’obiettivo che si prefigge?

“Riflettori”, nel senso di attenzionare problemi reali, non solo teorici, quindi, ma centrali nella società di oggi. Si tratta di un progetto culturale nato dalle attività scientifiche dell’Osservatorio su Enti religiosi, Patrimonio ecclesiastico e Organizzazioni non profit dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e accoglie studi sulle tematiche legate a fattore religioso nell’esperienza giuridica in tutte le sue molteplici declinazioni. La Collana è aperta anche alle indagini che coinvolgono altri ambiti del sapere giuridico collegati alla dimensione trasversale del fenomeno religioso.

Avevamo già parlato sul nostro Giornale del Centro di Ricerca Universitario “Osservatorio su Enti religiosi, Patrimonio ecclesiastico e Organizzazioni non profit”, di cui Lei è Direttore, ci può dire quali risposte ha avuto questa nuova realtà e quali sono i progetti in cantiere?

Il nostro Centro di Ricerca Universitario è unico in Italia e ha in cantiere molti progetti tra i quali sostenere il terzo settore religioso, analizzare gli enti religiosi nel mercato dei beni e dei servizi, aprire sinergie con le confessioni attraverso la stipula di accordi e intese con particolare attenzione verso la Chiesa cattolica. Si deve al nostro Direttore di Dipartimento il prof Raffaele Picaro lo stimolo a impegnarci perché il Centro diventi un punto di riferimento nazionale e internazionale.

I rapporti tra diritto e arte sembrerebbero conflittuali, come se l’uno restringesse le potenzialità espressive dell’altra. Invece, Lei dimostra che il diritto, con la sua natura di “scienza di mezzo” è in grado di tutelare i diversi valori. Cosa può dirci in merito?

Arte e religioni sono da sempre un binomio indissolubile e quindi il diritto non può che interessarsi a tutto ciò che è arte e cultura. Di recente, ad esempio, ci siamo occupati di cinema e religioni con una ricerca innovativa che ha avuto notevole successo. È una comunque delle sfide più stimolanti per le nostre ricerche. Curiamo su Instagram un magazine “Law religion culture”, che invitiamo a seguire e che è aperto a tutti coloro che hanno qualcosa da dire.

Potrebbe lasciare un messaggio ai nuovi canonisti e ecclesiasticisti che si approcciano alla materia?

Studiare le nostre materie apre la mente. Stimola a confrontarsi con il diritto vivente, e con le esigenze reali della gente. Si intraprende, con lo studio del diritto ecclesiastico e canonico, un percorso di sviluppo delle capacità di sinapsi giuridica che aiuta in qualsiasi percorso professionale si vorrà intraprendere.

 

“Cum caritate animato et iustitia ordinato, ius vivit!”

(S. Giovanni Paolo II)

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Immagine di Rosario Vitale

Rosario Vitale

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